Vendere casa per uscire dai debiti: quando la soluzione si blocca prima ancora di iniziare
"Hai un immobile con ipoteca e vuoi venderlo per chiudere i debiti?"
Questa è la storia di cliente che ritorna
C'è una tipologia di cliente che, nel tempo, diventa quasi familiare.
Non perché la situazione sia semplice.
Ma perché ritorna.
Sono quei clienti che, ogni sei o sette mesi, si rifanno vivi con una nuova situazione da sistemare. Non necessariamente peggiore delle precedenti. Ma nemmeno risolutiva.
È il caso di un cliente con cui ho già lavorato più volte negli anni.
Una situazione che non è una sola posizione
Nel tempo si sono accumulate diverse esposizioni.
Da una parte c'è il mutuo, garantito da ipoteca, con un residuo di circa 121.000 euro, che il cliente continua a pagare regolarmente.
Dall'altra, emergono una serie di finanziamenti e posizioni debitorie per un importo complessivo intorno agli 80.000 euro.
Nel complesso, parliamo quindi di una esposizione che supera i 200.000 euro.
Non è una singola posizione da risolvere,
ma un equilibrio complessivo da gestire.
L'idea: vendere per sistemare tutto
Accanto a questo quadro, c'è un elemento che, apparentemente, introduce stabilità: l'immobile.
Un immobile gravato da ipoteca, ma con un rapporto regolare con la banca. Le rate vengono pagate, non ci sono insoluti, la posizione, presa singolarmente, non presenta criticità evidenti.
Ed è proprio da qui che nasce l'idea.
Il cliente individua una soluzione abitativa alternativa, una casa di famiglia.
Decide quindi di vendere l'immobile attuale, liberarsi dell'ipoteca e utilizzare la liquidità per sistemare l'intera esposizione.
Un'operazione che, sulla carta, sembra lineare.
C'è un acquirente.
Il prezzo di vendita è coerente.
Il debito con la banca verrebbe integralmente estinto.
Rimarrebbe anche un margine.
È esattamente il tipo di situazione che molti considerano risolutiva.
Vendere, incassare, chiudere.
Il passaggio che cambia tutto
Eppure, è proprio in questo punto che l'operazione si complica.
Perché esiste un passaggio che spesso viene dato per scontato, ma che in realtà è determinante: il consenso del creditore ipotecario.
Nel caso specifico, la banca è perfettamente a conoscenza della situazione complessiva del cliente.
Non sta valutando solo il proprio credito, ma il contesto in cui si inserisce.
La banca, anche se si tratta di un cliente che paga regolarmente, difficilmente darà il consenso alla vendita.
Non è la vendita il punto critico
Non tutte le operazioni si fermano per mancanza di acquirenti.
Non per un problema di prezzo.
Non per assenza di soluzioni.
Non è la vendita il punto critico.
Secondo te, qual è il vero nodo?
Non è la vendita il punto critico.
Il vero nodo è che la banca non sta valutando solo il mutuo.
Sta valutando il rischio complessivo del cliente.
E quando percepisce che la vendita serve a coprire più esposizioni,
può decidere di non agevolare l'operazione.
È qui che molte trattative si bloccano.
Non perché manchi una soluzione,
ma perché manca una strategia.
È esattamente questo il passaggio che fa la differenza.
Capire come si legge una posizione nel suo insieme,
e non come singoli debiti.
Ed è da qui che parte tutto il lavoro sul saldo e stralcio.
Stai leggendo questo perché probabilmente ti riguarda.
Non tutte le situazioni possono essere risolte allo stesso modo. Prima di fare qualsiasi passo, ha senso capire se esiste davvero un margine.
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Descrivi brevemente la tua situazione. Ti rispondo personalmente.

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