Saldo e stralcio: perché l’ordine delle trattative può cambiare tutto (caso reale)
Mi ha chiesto di chiudere due debiti. Ho iniziato da quello sbagliato (per scelta)
In questo caso reale ti mostro esattamente quanto offrire in un saldo e stralcio e quale percentuale proporre alla banca per ottenere il massimo sconto possibile.
Il debitore si è rivolto a me con una richiesta molto chiara:
chiudere due posizioni debitorie che si trascinavano da anni.
Non voleva rate, non voleva promesse, non voleva soluzioni "sulla carta".
Voleva capire se fosse possibile mettere un punto.
La sua situazione era semplice e complicata allo stesso tempo. Vive con una pensione minima, non ha immobili abitativi e non ha liquidità. Possiede solo alcuni terreni agricoli, tra cui degli uliveti. Beni che, a sentirli nominare, sembrano dare un margine. Beni che, nella pratica, raramente lo fanno.
I debiti erano due.
Uno ipotecario, con pignoramento già iscritto, fermo da tempo.
L'altro molto più alto: 35.000 euro, con privilegio di secondo grado.
La strada più ovvia era partire dal primo. Chiudere l'ipotecario, togliere il peso più immediato e poi vedere cosa restava da fare. Sarebbe stata una scelta lineare, difendibile, apparentemente corretta.
Ma non era quella giusta.
Il creditore ipotecario, pur avendo ipoteca e pignoramento, non stava dando impulso alla procedura. Non era una dimenticanza. Aveva già valutato che portare avanti un'esecuzione su terreni agricoli avrebbe significato costi, tempi e risultati incerti.
Se avessi chiuso prima quella posizione, avrei migliorato automaticamente la posizione dell'altro creditore. E il debito da 35.000 euro sarebbe diventato molto più difficile, se non impossibile, da ridurre.
Così ho fatto una scelta diversa.
Ho lasciato aperta la posizione ipotecaria e ho contattato IFIS.
Ho rappresentato la situazione per quella che era, senza forzature: un debitore pensionato, un patrimonio agricolo già gravato, un creditore di primo grado fermo, nessuna reale prospettiva di recupero attraverso le vie ordinarie. Ho fatto una proposta semplice, immediata, concreta.
3.500 euro in unica soluzione.
IFIS ha accettato.
Non perché fosse un gesto di disponibilità, ma perché, in quel contesto, il credito da 35.000 euro era un numero senza una strada reale per diventare incasso.
Solo dopo aver chiuso questa posizione, l'intero scenario si è riequilibrato.
Racconto questo caso perché è uno di quelli che spiegano meglio una cosa: nel saldo e stralcio non è la trattativa in sé a fare la differenza, ma le scelte che precedono la trattativa. L'ordine, il timing, la capacità di non fare subito la cosa più ovvia.
Ed è spesso lì che si decide tutto.
Vuoi replicare questi risultati per la tua situazione?
Come hai visto in questo caso reale, l'ordine delle trattative non è un dettaglio tecnico – è la differenza tra un saldo e stralcio che ti libera dai debiti e uno che ti lascia ancora esposto.
Ogni situazione debitoria ha le sue dinamiche specifiche: creditori diversi, importi diversi, tempistiche diverse. La strategia va costruita su misura, analizzando:
- Quali creditori trattare per primi (e perché)
- Come strutturare le proposte per massimizzare gli sconti
- Quando accelerare e quando rallentare le negoziazioni
- Come evitare errori che compromettono l'intera trattativa
Nella Consulenza Strategica analizziamo insieme la tua posizione debitoria e costruiamo il piano d'azione personalizzato per ottenere il miglior risultato possibile – proprio come nel caso che hai appena letto.
👉 Prenota la tua Consulenza Strategica e scopri come applicare queste strategie alla tua situazione specifica.

Vuoi una strategia su misura per la tua situazione?
Come hai visto in questo caso, l'ordine delle trattative può fare la differenza tra liberarsi dai debiti o restare bloccati. Nella Consulenza Strategica analizziamo la tua posizione e costruiamo il piano d'azione personalizzato.
Prenota la tua Consulenza →
Lascia un commento